PENSIERINO del 9 settembre 2021

Finalmente ho terminato il famoso ultimo manoscritto. Sono circa 200 pagine al computer (370 pagine se fosse pubblicato). Di cosa tratta questo libro? Dirò solo che è una storia d’amore introspettiva, diversa dalle altre, verosimile, accattivante, con tanto di riflessioni che dovrebbero renderla interessante. So che il manoscritto a parer mio resterà qualcosa di importante fintantoché rimarrà nel cassetto, o sarà pubblicato da qualche grossa casa editrice. Siccome so anche che questo non avverrà, non voglio neanche farlo pubblicare con piccole o medie case editrici perché, dato il contenuto, non ne vale la pena. Per cui resterà nel cassetto e solo i posteri, se vorranno, lo pubblicheranno.
Ho pensato di scrivere questo libro un giorno che mi trovavo davanti alla libreria di “Piazza Grande”, a Piove di Sacco, e mi sono detto: Se uno dovesse comprare un libro, quale sceglierebbe tra le migliaia che ci sono? Quello di un personaggio o di un autore famoso; ma anche tra questi la scelta risultava difficile. Allora mi sono detto che dovevo scrivere un libro che si distanziasse da tutti gli altri e che conquistasse la curiosità di tutti i lettori. Detto fatto, penso proprio che quello che ho scritto faccia a questo caso.
Questo libro sarà il mio canto del cigno; ormai faccio fatica a impegnarmi ancora con altri libri, se non altro perché ho già una ragguardevole produzione letteraria. Finora ho pubblicato 10 libri; scritto più di 200 racconti; 149 poesie; 12 commedie; una decina di manoscritti da pubblicare; tutta la mia vita tratta dai diari con resoconti e riflessioni (3.000 pagine se fosse un libro); e tanto altro. E poi voglio dedicarmi con più passione alla lettura (ancora mi piace più scrivere che leggere), agli altri hobby, ai lavori manuali, e a tutto ciò che il destino mi proporrà avendo tanto più tempo libero.

Presentare i miei libri? Neanche ci tento: sarebbe un rifiuto supportato dal fatto che siamo ancora preda della pandemia, e comunque sono sempre un numero esiguo quelli che partecipano a queste presentazioni. Però, se qualche biblioteca mi chiamasse, non è che io mi ritiri indietro, altrimenti rimango con la mia tranquillità; perché ho capito che le soddisfazioni non devono arrivare da lontano, dagli altri, ma partire da quello che si fa e restare dentro noi stessi, infatti, con questo sistema io mi godo pienamente la vita che sto vivendo.

È in fase di pubblicazione dalla casa editrice Montedit, di Melegnano MI, il penultimo libro scritto: La genesi ironica, come conoscerla divertendosi. Non è altro che il commento ironico sugli avvenimenti della Genesi; una occasione, come dice il sottotitolo, per leggerla con il sorriso sulla bocca.

Parliamo ora del mio amico Luigi Boldrin, che sta ultimando il suo quarto libro: Racconti di vita. Solo il primo: Le mie tribolazioni è stato edito, mentre gli altri due sono stati stampati dalla tipografia Tiozzo, come forse sarà stampato da Tiozzo anche il quarto.
Boldrin è sempre entusiasta quando mi fa leggere i suoi manoscritti (manoscritti nel vero senso della parola: sono racconti scritti a penna in stampatello su quaderni), ed anche per questo io li scarico al computer, gli do una controllata e poi se ne fa un libro. Sì, perché correggere i suoi racconti mi piace, mi rilassa; sono aneddoti semplici, ma sotto sotto si scopre l’originalità della storia, tanto da rimanere quasi sempre stupiti. D’altronde Luigi è una persona eccezionale se si è messo a scrivere a 71 anni, e ha già scritto quattro libri, circa 200 racconti, 250 poesie, vinto un concorso a Dolo; arrivato secondo a un altro concorso a Campagnola di Brugine. Sono soddisfazioni che, come dice lui, lo hanno portato a toccare il cielo con un dito.
Quanto mi piacerebbe introdurlo in una presentazione dei suoi libri; purtroppo è difficile anche per chi è da sempre addentro al mestiere. E pensare che ne sortirebbe una bella serata, perché, oltre alla curiosità di leggere i suoi racconti, bisognerebbe sentire anche lui in persona esprimersi con una parlantina degna di un oratore, mentre descrive nei minimi particolari tutto ciò che di strano gli è accaduto nella sua vita, e che ha riportato nei suoi libri.

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